Palermo 6 dicembre

Qualche scettico si chiede: a cosa serve il volontariato?
Riflettiamo sui dati resi noti, recentemente, dall’Istat: quasi 5 milioni di persone – oltre il 9% della nostra popolazione – che dedicano ogni anno 84 milioni di ore del proprio tempo. Non a sé stessi ma agli altri, a chi ne ha bisogno.
Anche soltanto in termini economici rappresenta un patrimonio impressionante. Un patrimonio basato sulla gratuità. Un impegno, sia organizzato, sia individuale, che riflette una comunità non ripiegata su sé stessa, ma che sviluppa e pone in pratica valori di coesione sociale.
Il volontariato è un motore di ricerca, di costruzione di rapporti che ampliano e rendono autentico il godimento dei diritti nella società. Una leva possente per dare vicinanza, calore umano, fraternità, in definitiva, dare senso alle relazioni sociali. Con attenzione particolare alle condizioni di fragilità.
È un’energia di cui le comunità non potrebbero fare a meno.
La nostra società è innervata dalle esperienze e dalla cultura dei volontari.
Il volontariato è stato fattore di unità. Con le sue esperienze ha contribuito a scelte importanti.
Basti pensare al cammino che ha portato a costituire e poi a potenziare la Protezione civile, sistema in cui l’apporto del volontariato è prezioso.
Tuttavia, il volontariato non è soltanto una sorta di “pronto soccorso” nelle grandi emergenze. Accompagna – e offre significato – alla quotidianità delle persone, quella personale e quella collettiva. Disegnando – con l’opera di un immane numero di persone – l’idea effettiva di comunità, qualificandosi come forza sociale, culturale, educativa e formativa. Segnalandosi come protagonista nell’attuazione di principi della nostra Costituzione, anzitutto quelli di partecipazione e di solidarietà. Questo avviene nell’impegno di tante donne e tanti uomini, di tante ragazze e tanti ragazzi, di tanti anziani, di tante associazioni che si prendono cura anche della natura, dei nostri beni culturali, del nostro ambiente.
Veri e propri patrioti che sanno come solidarietà e fraternità giovino anche a chi sviluppa questa dimensione di impegno.
La gratuità può apparire, agli scettici di cui parlavo all’inizio, un termine caduto in disuso, un’ingenua illusione per anime belle ma fuori dalla realtà.
Al contrario, le sue azioni sono ispirazione e volano concreto di costruzione del bene comune.
Generando valore economico, effetti di moltiplicazione, anche consistenti risparmi per i conti pubblici. Un’altissima quantità di denaro pubblico.
Conferma – come tutti voi ben sapete e comprendete – che è il disinteresse nei confronti delle altre persone, nei confronti della società, a provocare diseconomie, determinando, inoltre, fratture sociali, esclusione, deserto. Il volontariato esprime, in questo senso, anche una dimensione di cittadinanza attiva, partecipe delle finalità indicate dalla Costituzione. La giustizia, premessa della pace, si realizza iniziando dal basso. Da quel che è vicino.
Il volontariato è l’altro che entra nella propria vita e l’arricchisce. Il volontariato è il nostro vivere insieme. È la consapevolezza e, insieme, l’orgoglio di sentirsi comunità.
Il volontariato, il Terzo settore, l’economia civile sono diventati un grande insieme di cui, più che utile, è necessario tener conto. Il cammino compiuto è eloquente. La sussidiarietà – verticale e orizzontale – è, a pieno titolo, parte del modello costituzionale.
Ne abbiamo costantemente conferma: il volontariato è palestra di democrazia concreta che può immettere forza vitale nelle istituzioni. Elemento necessario in un tempo contrassegnato anche da paure suscitate da tossine messe ingannevolmente in circolo, da indifferenze che non condannano la sopraffazione, la violenza, l’illegalità, da allontanamento dalle ragioni della convivenza civile. Le tossine oscurano il futuro e il volontariato è un antidoto prodigioso. Giorno per giorno, con i fatti, dà corpo alla speranza.
Il volontariato non accetta che l’antropologia che prevalga sia l’entropia dell’individualismo.
Grazie per l’impegno che mettete in campo.
Grazie per quanto fate ogni giorno.    

Sergio Mattarella