Archivi del mese: settembre 2017

libertà religiosa

Asia Bibi è una donna che da tremila giorni vive in un carcere perché crede in Gesù Cristo. È dunque una prigioniera in ragione della sua fede ed è scandaloso che non ne parli più nessuno, neppure i vertici della Chiesa. Ricordiamo la restituzione alla libertà di Miriam, la ragazza sudanese che era stata costretta in cella – dove ha persino partorito – per “colpa” del suo essere cristiana.

Non è accettabile che una donna o un uomo debbano stare in carcere in ragione della sua fede. In casi del  genere mantenere alta l’attenzione su queste vicende è forse l’unica cosa che si può fare. Non dimentichiamo Asia Bibi e denunciamo la violenza che ogni istante le viene perpetrata, al fine di impedire che vietare la   libertà per motivi religiosi divenga una cosa normale nel mondo.

Lottare per la libertà religiosa è o dovrebbe essere un valore per tutti gli uomini di buona volontà, nessuno escluso. Noi, nel nostro piccolo, ci siamo.

 

Decennale dell’Appello di Pace

Piedicavallo (BI)                                                   

La celebrazione in Piemonte del decennale dell’Appello di Pace è stata splendida e questo è un giudizio ampiamente diffuso tra i partecipanti. Ma ormai è il passato; guardiamo al futuro, un futuro che dobbiamo in parte accogliere e in parte …inventare!

Abbiamo detto che nostro compito è anche quello di costruire colonne portanti su cui ogni persona possa poggiare la propria pace. Se ad esempio aiutiamo il nostro prossimo a vivere in serenità, sarà più facile che viva in pace nella famiglia, nell’ambiente di lavoro e nella società. Se sproneremo il nostro gruppo sociale ad essere solidale, allora sarà più facile per i componenti creare rapporti pacifici. Qualcuno potrà obiettare che tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare; ebbene togliamo questo mare per avvicinare le sponde con la nostra creatività e con il forte legame che dobbiamo realizzare tra noi.

E non dobbiamo dimenticare anche la parte culturale perché solo se ben informate e istruite le associazioni umanitarie possono svolgere la loro attività con trasparenza e onore.

Saluto tutti coloro che hanno lavorato per celebrare il primo decennale. Hanno fatto un lavoro duro, ma importante e significativo. Ora diamo seguito a quanto di bello vi è stato nel decennio passato e nella sua celebrazione ed andiamo avanti nel rispetto della tradizione e con inventiva e slancio verso il futuro.

Ilario Bortolan

 

 

Piedicavallo

Missioni internazionali di pace e ruolo dell’Italia all’estero

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Questi i punti principali del convegno dell’Associazione Internazionale Regina Elena Onlus svoltasi nella serata di sabato 2 settembre al Teatro Regina Margherita di Piedicavallo. Sala gremita, grande attenzione del pubblico, buona partecipazione e presenza dei primi cittadini di Piedicavallo, Rosazza e Campiglia Cervo e della sezione alpini di Biella. Moderatore dell’incontro Monsignore Bruno Fasani, direttore de L’Alpino, con  relatori Monsignore Salvatore Pompedda, cappellano, la giornalista di Analisi Difesa e inviata in aree di crisi Anna Mijkova e Clara Salpietro, free lance e inviata in aree di crisi, con Ilario Bortolan a presiedere i lavori della conferenza.

Terminato l’incontro è stata conferita, col patrocinio della Regione Piemonte e del Comune di Piedicavallo, la Medaglia della Carità al vessillo dell’ANA Biella e di un premio a due infermiere volontarie del Comitato di Biella della CRI.

(Blog ANA)

 

Missioni internazionali Convegno a Piedicavallo

Celebra le crocerossine e gli alpini l’appuntamento di questa sera al teatro Regina Margherita di Piedicavallo. Il convegno intitolato «Il ruolo dell’Italia nelle missioni internazionali», alle 21, accoglierà tra gli ospiti monsignor Bruno Fasani, il cappellano militare monsignor Salvatore Pompedda e le giornaliste Anna Mijkova e Clara Sanpietro, inviate nelle aree di guerra.

Nel corso dell’incontro sarà conferita l’onorificenza «Medaglia della carità» al vessillo della sezione Ana biellese e insieme all’Associazione alpini saranno premiate anche due infermiere volontarie della Croce Rossa italiana: Maria Vittoria Vineis e Anna Maria Minet.

L’evento, che celebra i 95 anni dell’Ana Biella nell’anno dedicato al corpo delle crocerossine fondate dalla Regina Elena, prosegue domani alle 11 nella parrocchiale del paese dove il vescovo di Biella, monsignor Gabriele Mana, celebrerà la messa in suffragio dei caduti nelle missioni internazionali di pace e delle vittime del terrorismo. Con Mana ci saranno i monsignori Fasani e Pompedda, il cappellano Ana di Biella don Remo Baudrocco e il parroco del paese don Giuseppe Lajolo. È previsto anche un riconoscimento alla memoria di padre Giuseppe Brevi.

L’iniziativa è promossa dall’Association Internationale Reine Hélène, nata in Francia nel 1985, presente in 56 Stati e presieduta in Italia da Ilario Bortolan, ex sindaco di Piedicavallo. Riunisce persone di ogni estrazione sociale per attività spirituali, caritatevoli e culturali. Si ispira a Elena del Montenegro (la «Regina della Carità»), che ricevette la Rosa d’oro della cristianità da Papa Pio XI.

La Stampa

Evento internazionale a Piedicavallo: convegno e messa con “Regina Elena onlus”

Ma l’evento non si esaurirà qui. Nel corso della serata è infatti in programma, col patrocinio della Regione Piemonte e del Comune di Piedicavallo, anche il conferimento della Medaglia della Carità al vessillo dell’Ana Biella e di un premio a due infermiere volontarie del Comitato di Biella  della Cri. «Il coinvolgimento degli alpini – spiega Bortolan – è dovuto ad alcune ricorrenze che desideriamo celebrare: 145 anni fa, da un’intuizione del Capitano di fanteria Giuseppe Perrucchetti nacquero il 15 ottobre del 1872 le Truppe Alpine; 95 anni fa fu creata la sezione di Biella dell’Associazione Nazionale Alpini, mentre 45 anni fa venne inaugurato a Biella il Museo delle Truppe Alpine “Mario Balocco”».

Domenica 3 settembre, invece, alle 11 avrà luogo nella chiesa parrocchiale la messa presieduta da monsignor Gabriele Mana, Vescovo di Biella, in suffragio dei caduti nelle missioni internazionali di pace e delle vittime del terrorismo. A conclusione sarà conferito un riconoscimento alla memoria di Padre Giovanni Brevi,  missionario e militare italiano, insignito della Medaglia d’oro al valore militare.

Creata in Francia il 28 novembre 1985, l’Associazione Internazionale Regina Elena riunisce persone di ogni estrazione sociale per attività di carattere spirituale, caritatevole e culturale. L’Associazione s’ispira all’esempio di Elena del Montenegro, che ricevette la Rosa d’oro della Cristianità da Papa Pio XI e passò alla storia anche come “Regina della Carità” e il cui motto è “Servire”. L’AIRH, fedele a Santa Romana Chiesa è d’ispirazione cristiana, ma dialoga con le altre confessioni religiose. Essa è apolitica e apartitica e le sue spese di amministrazione e di gestione sono inferiori allo 0,5 per cento del valore dei beni distribuiti. Dal 1990 si è sviluppata anche in Italia, con la denominazione di Associazione Internazionale Regina Elena Onlus dal 2000; dal marzo 1998 ha la propria sede nazionale a Modena. Tra le attività realizzate: la costruzione di una necropoli per duemila indigenti in Francia, l’organizzazione nell’anno del Gran Giubileo di pellegrinaggi e la donazione di una vetrata artistica antica, raffigurante San Rocco, al Santuario che conserva le sue reliquie a Montpellier (Francia) in occasione del 650° anniversario della nascita del Santo.

Eco di Biella

Bentornati!

Per molti di noi lunedì prossimo inizia un nuovo ciclo di lavoro dopo la pausa estiva.

In queste ultime settimane, preparando la “due giorni” a Piedicavallo (BI) del 2 e 3 settembre, ho avuto l’occasione di riflettere sul rapporto umano che siamo chiamati ad avere; dobbiamo sempre ricordarci che tutti noi possiamo creare uno stato di pace attraverso i nostri rapporti sociali, di famiglia, di lavoro, di riposo e di vita. La pace non è solo quella alla fine di una guerra: ciascuno di noi può creare le condizioni che invitino a guardarci negli occhi e comprendere di aver ricevuto doni meravigliosi da Dio

Cosa c’è di più bello e di più pacifico di un incontro?

E’ un’esperienza che possiamo vivere ogni giorno e molte volte al giorno.

Da queste convinzioni deve nascere la forza di contribuire a costruire o a ricostruire la pace che i militari italiani o di altre nazioni difendono attraverso la loro presenza ma, direi soprattutto, con un dialogo costante con le comunità presenti nelle loro zone di intervento.

Ilario Bortolan