Archivi del mese: settembre 2017

4 settembre 2017

 

La celebrazione in Piemonte del decennale dell’Appello di Pace è stata splendida e questo è un giudizio ampiamente diffuso tra i partecipanti. Ma ormai è il passato; guardiamo al futuro, un futuro che dobbiamo in parte accogliere e in parte …inventare!

Abbiamo detto che nostro compito è anche quello di costruire colonne portanti su cui ogni persona possa poggiare la propria pace. Se ad esempio aiutiamo il nostro prossimo a vivere in serenità, sarà più facile che viva in pace nella famiglia, nell’ambiente di lavoro e nella società. Se sproneremo il nostro gruppo sociale ad essere solidale, allora sarà più facile per i componenti creare rapporti pacifici. Qualcuno potrà obiettare che tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare; ebbene togliamo questo mare per avvicinare le sponde con la nostra creatività e con il forte legame che dobbiamo realizzare tra noi.

E non dobbiamo dimenticare anche la parte culturale perché solo se ben informate e istruite le associazioni umanitarie possono svolgere la loro attività con trasparenza e onore.

Saluto tutti coloro che hanno lavorato per celebrare il primo decennale. Hanno fatto un lavoro duro, ma importante e significativo. Ora diamo seguito a quanto di bello vi è stato nel decennio passato e nella sua celebrazione ed andiamo avanti nel rispetto della tradizione e con inventiva e slancio verso il futuro.

Ilario Bortolan

 

 

1 settembre 2017

 

Per molti di noi lunedì prossimo inizia un nuovo ciclo di lavoro dopo la pausa estiva.

In queste ultime settimane, preparando la “due giorni” a Piedicavallo (BI) del 2 e 3 settembre, ho avuto l’occasione di riflettere sul rapporto umano che siamo chiamati ad avere; dobbiamo sempre ricordarci che tutti noi possiamo creare uno stato di pace attraverso i nostri rapporti sociali, di famiglia, di lavoro, di riposo e di vita. La pace non è solo quella alla fine di una guerra: ciascuno di noi può creare le condizioni che invitino a guardarci negli occhi e comprendere di aver ricevuto doni meravigliosi da Dio

Cosa c’è di più bello e di più pacifico di un incontro?

E’ un’esperienza che possiamo vivere ogni giorno e molte volte al giorno.

Da queste convinzioni deve nascere la forza di contribuire a costruire o a ricostruire la pace che i militari italiani o di altre nazioni difendono attraverso la loro presenza ma, direi soprattutto, con un dialogo costante con le comunità presenti nelle loro zone di intervento.

Ilario Bortolan

 

6 settembre 2017: libertà religiosa

Asia Bibi è una donna che da tremila giorni vive in un carcere perché crede in Gesù Cristo. È dunque una prigioniera in ragione della sua fede ed è scandaloso che non ne parli più nessuno, neppure i vertici della Chiesa. Ricordiamo la restituzione alla libertà di Miriam, la ragazza sudanese che era stata costretta in cella – dove ha persino partorito – per “colpa” del suo essere cristiana.

Non è accettabile che una donna o un uomo debbano stare in carcere in ragione della sua fede. In casi del  genere mantenere alta l’attenzione su queste vicende è forse l’unica cosa che si può fare. Non dimentichiamo Asia Bibi e denunciamo la violenza che ogni istante le viene perpetrata, al fine di impedire che vietare la   libertà per motivi religiosi divenga una cosa normale nel mondo.

Lottare per la libertà religiosa è o dovrebbe essere un valore per tutti gli uomini di buona volontà, nessuno escluso. Noi, nel nostro piccolo, ci siamo.